Archivio dei tag psicoterapia

ENDOMETRIOSI: RITARDO DIAGNOSTICO E SOFFERENZA PSICOLOGICA

In Italia, secondo il Ministero della Salute, le persone con diagnosi di endometriosi sono circa tre milioni. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo sono 190 milioni le donne in età riproduttiva affette da endometriosi. Non si tratta di una malattia rara, ma di una patologia che rischia ancora oggi di essere “invisibilizzata”. Uno dei problemi principali è il ritardo diagnostico, che si stima essere in media di ben 10 anni.

Tra i fattori che contribuiscono al ritardo diagnostico:

  • Normalizzazione del dolore: la convinzione che il dolore, in particolare quello mestruale, sia normale per la donna e che quindi va sopportato spesso rende più difficile chiedere e trovare aiuto in tempi rapidi
  • Stigmatizzazione delle pazienti: l’esperienza di moltissime donne è quella di non essere creduta rispetto ai sintomi. Sei esagerata, lamentosa, ansiosa, depressa, pazza, hai una bassa soglia di sopportazione del dolore sono cose che spesso le pazienti si sentono dire. Anche dopo una diagnosi capita che i sintomi non vengano presi sul serio, rimandando che non è possibile provare tutto quel dolore o che non è possibile che ci siano quei sintomi, sicuramente non sono collegati con la malattia. Ecco che la paziente non è più vista come portatrice di un problema da comprendere, ma diventa lei stessa il problema.
  • Psicologizzazione dei sintomi: alle pazienti capita di sentirsi dire che evidentemente hanno un problema psicologico. Psicologo e psichiatra – a seconda dei casi – possono offrire un supporto importante nell’accoglimento della sofferenza, accompagnando nell’affrontare gli effetti emotivi, relazionali, sociali della malattia. Non bisogna invece cercare a tutti i costi cause psicologiche alla base della malattia: spesso arrivano pazienti a cui è stato detto che l’endometriosi nasce da un trauma subito o deriva dal rifiuto della femminilità. Pensare che sia una patologia psicosomatica è fuorviante e crea ulteriore difficoltà nelle pazienti e ritardo nella presa in carico della malattia organica.
  • Doctor shopping: le pazienti prima di arrivare a una diagnosi vagano da uno specialista all’altro, da un esame invasivo all’altro, alla disperata ricerca di qualcuno che le prenda sul serio e le aiuti. Anche dopo la diagnosi non è detto che si trovi subito lo specialista “giusto”, che segua la paziente in modo attento e personalizzato lungo tutto il percorso della malattia, che è cronica.

Tutti questi aspetti hanno impatto sul benessere fisico e psicologico. Spesso si arriva alla psicoterapia provate dal lungo percorso affrontato, oltre che dalla diagnosi in sé e dall’incertezza per il futuro.

Rivolgersi a uno psicologo che conosca la malattia diventa importante, perché:

  • Sa di cosa si sta parlando, non c’è bisogno di spiegare da zero tutto ciò che riguarda la malattia, ma ci si può concentrare sulla situazione specifica di quella paziente, sulla sua esperienza soggettiva di malattia, sui suoi vissuti personali
  • Non si mette in dubbio la patologia organica: si viene ascoltati, creduti, non si viene derise, negate o colpevolizzate
  • Non si cerca di psicologizzare tutto: ci si concentra su come si vive l’esperienza di malattia, sull’impatto nei vari ambiti di vita, su come trovare le proprie strategie per affrontarla al meglio. Anche quando emergono difficoltà psicologiche insorte prima della malattia o funzionamenti di personalità disfunzionali, bisogna ricordare che questi aspetti possono influire nel modo di vivere la malattia, non ne sono la causa.

Ascoltare e riadattarsi

In questo lungo periodo di emergenza sanitaria e di lock down ho pensato spesso a cosa avrei potuto scrivere, a quali riflessioni proporre, a quali “consigli” sarebbe stato utile dare. Siamo stati bombardati di notizie, informazioni, indicazioni e in molti hanno “detto la loro”, in modo in realtà non sempre appropriato. Personalmente ho sentito preferibile stare nella situazione e dedicare spazio all’ascolto, di me stessa e dei pazienti. Sono stati mesi in cui ho accolto emozioni e riflessioni che talvolta potevano apparire contrastanti, ma che di fatto coesistevano in una situazione che, tuttora, è per molti versi confusa. Non esistono modi “giusti” o del tutto prevedibili di affrontare quanto è accaduto e sta accadendo e come professionisti è nostro compito esserci, ascoltare, contenere tutto ciò che emerge. La crisi ha colpito a molti livelli ed è andata a toccare corde differenti in ciascuno, in base al funzionamento di personalità, alle esperienze concrete vissute, ai contesti e alle condizioni di vita.

Paura, rabbia, angoscia, delusione, noia, impotenza, confusione. Ma anche benessere, scoperta, risorse positive. Ho ascoltato il desiderio, talvolta bisogno urgente, di “tornare come prima”, esattamente così e subito, altrimenti niente. La paura che “come prima” non si tornerà più. Al contempo la paura di contagiare, contagiarsi, ripiombare nell’emergenza. La malattia come qualcosa di lontano o al contrario vissuto sulla propria pelle. Il lutto che in assenza della consueta ritualità ha dovuto trovare nuove strade di elaborazione. La rabbia per i limiti imposti, ma anche dovuta all’angoscia perché ci si è trovati esposti alla precarietà, alla perdita improvvisa, spesso senza aiuti concreti. La solitudine. La scoperta che gli altri sono importanti, ma anche che si è capaci di stare da soli. La possibilità di fermarsi e finalmente riposare, ma anche l’impossibilità di farlo perché schiacciati da un numero ancora maggiore di incombenze quotidiane. Il vuoto che in realtà è pieno di cose, la scoperta che si può stare faccia a faccia con sé stessi o che si ha troppa paura per farlo. La difficoltà a confrontarsi con l’attesa, ma anche la capacità di affrontarla perché è qualcosa che si conosce bene. La sensazione che ci sia un’energia che vorrebbe venire fuori, ma è difficile darle una forma perché ci si sente annebbiati, stanchi. La consapevolezza che senza “rumore di fondo” sono rimaste le cose essenziali, quelle importanti, ma anche che a volte sono proprio quelle a non andare come vorremmo ed è venuto il momento di occuparsene invece di continuare a scappare.

Nella crisi c’è anche l’opportunità, ma prima è normale che ci siano confusione e paura. C’è lo sconforto di chi non sa in che direzione andare. C’è la lotta di chi pesta i piedi perché non è questo quello che voleva. Arriva però anche il tempo dell’adattamento, che non significa non-vivere o vivere un surrogato di ciò che era prima, ma accettare che qualcosa è accaduto, che non esistono magiche macchine del tempo, ma possiamo provare a costruire nuovi equilibri che tengano insieme realtà e bisogni. Siamo capaci di farlo, tutta la nostra vita è stata un continuo ri-adattarsi ai cambiamenti fuori e dentro di noi. Possiamo farlo ancora, dobbiamo provarci ancora, perché nonostante tutto siamo qui, respiriamo, pensiamo, proviamo emozioni, insomma siamo vivi.

Counseling e Psicoterapia a Milano e Online

Stai attraversando un momento della tua vita difficile o confuso a livello personale, di coppia o familiare? Puoi chiedere una consulenza presso lo studio di Milano

Nella vita capita di attraversare periodi complicati, che ci fanno sentire confusi e impotenti. Eventi di vita imprevisti e che “sparigliano le carte”, decisioni da prendere e magari la sensazione di non essere sulla strada giusta o di non sapere in che direzione andare…relazioni che cambiano nel tempo, ma anche la sensazione di essere cambiati noi… spesso si cerca di andare avanti, di “funzionare al meglio” nonostante tutto, ma arriva il momento in cui sentiamo bisogno di uno spazio in cui portare quelle emozioni, quella fatica, quel disagio…

Il supporto psicologico e la psicoterapia individuale, di coppia o familiare, a seconda delle situazioni, possono aiutarti a trovare uno spazio di ascolto, a fare chiarezza e a conoscerti meglio, trovando le risorse per affrontare ciò che stai vivendo

Come fare? Per un primo contatto telefonico puoi chiamare il numero 370-1016616

Potrai spiegare la tua richiesta e ricevere le informazioni che ti servono. Se vorrai fisseremo un appuntamento in presenza o online per valutare il percorso più indicato.

I colloqui si svolgono presso lo studio di Largo Crocetta 2, a Milano, MM Crocetta oppure online su Google Meet. I colloqui hanno una durata di 50 minuti.

Durante il primo colloquio (se in presenza) o prima del colloquio (se online) ti verrà fornito e spiegato il consenso informato, da compilare e firmare.

Il pagamento dei colloqui svolti può avvenire tramite Pos o contanti (se in presenza) o tramite bonifico.